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Qi Gong


(Tratto da: Il Soffio della Vita, 2005, Ed. Mediterranee del Dott. Marcello Schmid [Riproduzione vietata])

«Letteralmente Qì Gong significa "abilità [nella pratica] del Soffio". All'interno di questa classe [noi preferiamo] far rientrare tutti quegli esercizi che si [caratterizzano] per la spiccata partecipazione dell'intenzionalità e della "concentrazione mentale" come propulsore dei flussi di , e per tutte quelle tecniche di visualizzazione atte ad accrescere le sensazioni che vengono, per l'appunto, chiamate "sensazioni QìGong". Si tratta di impressioni cenestesiche e/o parestesiche: senso di calore, oppure freddo; pizzicore, formicolio, intorpidimento, distensione; di flusso, vibrazione od altro ancora.

Non importa, infatti, quale sia il movimento del corpo percepibile da un osservatore esterno; tale pratica è interamente focalizzata sull'interiore. È la vera e propria pratica NeiGong, cioè del lavoro interiore[ ].

[...] Un autore contemporaneo afferma che il flusso di e la direzione del pensiero devono essere coordinati. Quando si esegue un esercizio QìGong, la respirazione deve essere condotta lentamente ed in modo naturale attraverso la guida della mente, proprio come il baco da seta che arrotola il bozzolo: gentilmente e costantemente. Guidando il lentamente e dolcemente con la direzione mentale.

[Il] QìGong, può avere la forma di un Esercizio Quiescente, JingGong, cioè in cui si assume semplicemente una postura [...] e ci si concentra sul movimento del Soffio all'interno. Oppure si può trattare di un Esercizio Dinamico, DongGong, in cui all'intenzionalità si associano movimenti del corpo, per facilitare l'apertura dei canali energetici e la circolazione [ ]; oppure ancora una pratica mista, Jing-DongGong.

[...] Alcuni distinguono differenti metodi: metodo della regolazione del corpo, metodo della respirazione, metodo della focalizzazione mentale. Infine si diversificano le pratiche a seconda dei fini che si intendono raggiungere: terapia, prevenzione, rinforzo del corpo, arti marziali, ecc.

[In realtà, secondo noi non è possibile, né consigliabile, separare l'uno dall'altro i differenti aspetti, anche solo a livello concettuale, col rischio di rendere il tutto troppo analitico e perdere il contatto con l'apertura al Soffio ed alla consapevolezza globale]

Un'ulteriore particolarità di questo vasto insieme di esercizi è che vengono considerati unanimemente come facenti parte integrante del sapere medico, per ribadire il legame con la tradizione. Ad esempio, il già citato Jiao Guorui afferma:

Il Qigong, un'eccezionale eredità culturale della Cina antica, è anche un'importante parte della medicina tradizionale cinese. [...]è un metodo di profilassi che unico [...]. Lo scopo degli esercizi Qigong è prevenire e curare le malattie, rinforzare la costituzione [fisica], evitare l'invecchiamento prematuro, e prolungare la vita. Le principali caratteristiche del Qigong includono l'allenamento del Qì Essenziale nel corpo umano, che integra l'attività mentale con le posture del corpo e la respirazione. [...] Storicamente, il Qigong è sempre stato ampiamente utilizzato in Cina per scopi medici. È anche applicato negli esercizi fisici taoisti e buddisti

Per quanto riguarda i princìpi guida, anche se vi è un'enorme varietà di esercizi QìGong, ognuno con le sue caratteristiche ed esigenze, le regole generali per tutti sono le stesse: combinazione di rilassamento, pace interiore, movimento naturale, flusso di ; integrazione di movimento e quiete; flessibilità nella parte superiore del corpo e stabilità nella parte inferiore; una quantità moderata di esercizio, ed un'esecuzione ordinata. Questo significa non volere "bruciare le tappe", ma partendo dal semplice, gradatamente, giungere al più difficoltoso; anche ordine nel senso di una pratica costante [...]
Infine, anche le leggi cosmiche e quindi della medicina tradizionale [e della fisiologia energetica] devono essere conosciute e rispettate. Ad esempio la legge TaiJi [...]
Un punto di vista leggermente diverso è comunque sostenuto da [una] scuola taoista, che sembra concepire [un] metodo in cui si utilizza unicamente l'intenzionalità, senza badare al corpo. Ecco allora che un testo contemporaneo di scuola taoista [...] pone grande enfasi sul mettere la tranquillità al primo posto e il moto al secondo. È consigliabile, allora, non perseguire i movimenti nella loro forma esteriore ma cercare il moto nell'interno. Ciò che si deve fare è semplicemente spingersi avanti tanto quanto il libero flusso di e sangue nei meridiani permette, [...] nonostante alcune persone considerino i movimenti esterni come la prova del raggiungimento della "sensazione Qìgong" ed una sorta di trattamento per le malattie. Movimenti occasionali, durante la pratica, ci saranno, ma occorre non dargli importanza.
Addirittura viene specificato che tali movimenti spontanei sono strettamente in relazione con i disturbi somatici, emotivi e, quindi, dello stato energetico dell'organismo.»