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Gli esercizi respiratori

Nell'Antichità, l'uomo perfetto [...] respirava molto profondamente, e la respirazione gli proveniva dai talloni; mentre la respirazione degli uomini comuni proviene solo dalla gola (Zhuang Zi)

«Fin dai tempi più antichi era riconosciuta un'importanza fondamentale alle tecniche respiratorie, Tu Na o Hu Xi.
Come in quasi tutte le culture antiche, infatti, la respirazione condotta in modi particolari era uno dei principali mezzi per l'ascesi, assicurava un affinamento dello spirito ed una comunione con il cosmo [...].
Data l'attenzione predominante dei taoisti per i metodi che conducessero all'"immortalità", furono da loro sviluppati diversi sistemi, nel corso dei secoli, che avessero importanti effetti positivi sulla salute del corpo, oltre che dello spirito. Le due cose difatti non sono facilmente distinguibili: l'esercizio spirituale è interamente legato al soffio: l'appello delle principali divinità va di pari passo agli esercizi respiratori (Schipper).
[...] Gli esiti favorevoli di questa vera e propria cultura dell'inalazione ed esalazione dell'aria erano così evidenti, che le tecniche furono adottate, in tempi recenti, anche in ambienti laici a scopo prettamente benefico, terapeutico o preventivo.
La più importante metodica della tradizione era quella denominata della Respirazione Embrionale, TaiXi, cioè in cui si tentava di riprodurre ciò che avviene nel feto. Infatti, in questa fase dell'essere – quella della fusione alla Madre, fase dell'Uno, quindi più prossima al Dao – è tramite il cordone ombelicale che si riceve tutto il nutrimento, il Soffio, la vita. E’ il basso ventre ad assumere un'importanza strategica.
Esistono, nella tradizione taoista due teorie per quanto riguarda la natura del Soffio implicato in tale processo.
Secondo la teoria più antica è l'aria esterna, assorbita respirando, che vivifica il corpo e contribuisce a addensare il cosiddetto Embrione, il quale porta all'immortalità. Il TaiPing Jing (Libro della Grande Pace), testo del V secolo, afferma:

Domanda: (Gli immortali) superiori, medi e inferiori che ottengono il Dao e sono salvati, che cosa mangiano? Risposta: I superiori del primo ordine si nutrono di soffi aerei; quelli di secondo ordine si nutrono del sapore delle droghe, ecc.

Quindi, se si prende esempio dai primi, sono questi “soffi aerei” che occorre mangiare, shi fengqi; mentre i secondi si nutrono di qualcosa di ben più materiale: il sapore [Wei] delle droghe, alludendo probabilmente alla ingestione di preparati alchemici. Così afferma Maspero: Il soffio, ossia l’aria esterna, non serve soltanto alla respirazione, e tramite questa alla formazione del sangue, esso è il nutrimento per eccellenza e per l’Adepto deve sostituire i comuni alimenti. […]

Cibarsi del Soffio nella regione del cosiddetto Campo del Cinabro Inferiore, cioè l’area periombelicale […] è quindi ciò che gli adepti chiamarono Respirazione Embrionale, TaiXi.
[…] l’aria deve essere inspirata lentamente dal naso, trattenuta il più a lungo possibile e infine espulsa dalla bocca. È quello che, secondo una biografia del IV secolo (il Ziyang Zhenren Neizhuan), faceva un Immortale, Zhou Yishan: Ogni giorno dopo l’aurora non appena si levava il sole, se ne stava in piedi, rivolto esattamente a Est e, sciacquatosi la bocca, inghiottiva la saliva; (poi) per più di cento volte assorbiva i soffi; (quindi) rivolto verso il sole, lo salutava due volte. Ogni mattina faceva lo stesso.
Naturalmente per la maggioranza degli adepti, specie se all'inizio della loro pratica, erano necessari dei preliminari più complessi: è necessario sistemarsi in una camera appartata, chiudere le porte, mettersi su un letto che abbia una morbida stuoia e un guanciale spesso due pollici e mezzo, coricarsi, il corpo in posizione corretta, chiudere gli occhi e tenere dentro il soffio nel diaframma del petto, in modo che un pelo poggiato sul naso e sulla bocca non si muova (Sun ZhenRen BeiJi QianQin YaoFang).
[...] per nutrire l'Embrione, è necessario trattenere il più possibile il Soffio, come se il corpo dovesse tendere a caricarsi quanto possibile, senza mai disperdere nulla di prezioso. Questo si chiama BiQì, cioè "chiudere il ".
Verso la metà della dinastia dei Tang – ovvero intorno al IX-X secolo della nostra era – i DaoShi (Maestri del Dao) diedero vita ad una nuova teoria, ritenendo che in passato si fossero date delle interpretazioni errate dei testi e che la Respirazione Embrionale fosse una cosa diversa. La tesi che ne nacque fu allora la seguente, secondo il DongYuan Jing:

Vi sono due soffi: il soffio interno, NeiQi, e il soffio esterno, WaiQi. Quello che, disperso, è simile a una nube di fumo, e che, raccolto, è simile a una chioma di capelli, che è visibile sulla pelle, che ha i cinque colori, verde, rosso, giallo, bianco e nero, questo è il soffio esterno. Ah! Il soffio (interno) dell’uomo esce dal Campo di Cinabro, il suo respiro è profondo, quel che nutre è lontano, quel che emette è spesso; negli uomini dappoco il soffio (interno) esce dal fegato e dal diaframma: essi respirano come le scimmie, e soffiano come i topi

In questa teoria si dava un peso notevole, quindi, alla circolazione del solo Soffio che già risiede all’interno del corpo. Tale Soffio Interno è il Soffio Originario, Yuan Qì, che in ogni uomo è particolare, essendo l’Energia Vitale che viene donata dai genitori al momento del concepimento. È una sorta di eredità, il corrispettivo dei Soffi primordiali che […] al momento della creazione formarono il Cielo e la Terra.
Il Trattato sul Soffio Originario, YuanQì Lun, recita:

Il Soffio Originario è la sorgente del soffio vivo; […] questo soffio è la radice dell’uomo: se la radice è tagliata, i visceri, i ricettacoli, i nervi, le vene sono come i rami e le foglie (dell’albero la cui radice è tagliata); quando la radice è distrutta, i rami seccano

Risulta allora molto evidente, anche in questo caso, che il Soffio Originario deve essere custodito con cura estrema. Per cui la ritenzione del Soffio, il BiQì, diventa indispensabile anche per questa seconda pratica.[…] In tutti gli uomini, il Soffio Originario che è all’interno del corpo esce costantemente dall’interno della bocca e del naso; regolatelo e impeditegli di uscire, affinché il Campo di Cinabro, posto sotto l’ombelico, sia costantemente pieno (YunJi QiQian).
Entrambi i sistemi, quindi, prevedono che alla respirazione segua anche la circolazione dell’Energia. Anzi, […] il succedersi stesso di inspirazione ed espirazione [è già] una circolazione energetica […]. È impossibile distinguere tra gli aspetti energetici, fisiologici ed addirittura cosmologici dell’atto respiratorio stesso.
L’unica differenza risiede nel fatto che nella più recente teoria è il Soffio Originario che si deve far circolare attraverso il corpo, e non il Soffio assimilato dal cosmo. Anzi, addirittura quello interno non deve mai mescolarsi con quello esterno, per non esserne trascinato fuori al momento dell’espirazione: questo sarebbe una vera disdetta, una perdita dell’olio che tiene in vita la lampada dell’esistenza. […]
Per quanto concerne l’esercizio respiratorio vero e proprio, vi furono numerosi insegnamenti su come eseguirlo: inspirare dal naso ed espirare dalla bocca oppure adoperare solo il naso; contrazioni e rilasciamenti del diaframma, della parete addominale oppure lasciare esprimersi una respirazione del tutto naturale. Numerose furono anche le indicazioni, così come i consigli sul come e dove praticarli, sempre con la massima attenzione all’armonia con i luoghi e con i cicli del cosmo.
[…] abbondano pure gli esercizi mentali, abbinati ed inscindibili da una simile pratica, come l’”assorbimento”, “la guida”, la “fusione” e l’”espulsione” del Soffio (tutti aspetti che noi poniamo nella categoria “Qìgong”).
Di qualsiasi metodo si tratti, Schipper sostiene che le pratiche respiratorie mirino anzitutto a instaurare l’equilibrio e l’armonia, e poi a regredire verso lo stato del neonato e questo, come abbiamo visto, è legato al principio della Respirazione Embrionale. Per Pasqualotto invece,

la respirazione – funzione in cui massimamente si rende evidente l’utilità e l’utilizzabilità del vuoto – è quell’attività che mette in contatto i “soffi interni” (Nei Qì) tra di loro e questi con i “soffi esterni” (Wai Qì). In breve: la respirazione produce un’osmosi tra il “piccolo corpo” di ogni singolo essere vivente ed il “grande corpo” dell’universo infinito: Essa rende cosmico il corpo e corporeo il cosmo

La respirazione cosciente porta, infatti, a sentire l’incavare del Soffio dentro il proprio corpo, la lenta acquisizione, respiro dopo respiro, del Vuoto dentro di sé. Il corpo diviene, in tal modo, come un conduttore senza la minima resistenza al libero fluire delle energie e delle sensazioni.
Anche questa interpretazione ci riporta, comunque, alla visione del corpo dell’adepto come fosse un feto, che è in contatto, anzi in fusione, in questo caso con il grande corpo della madre-cosmo, dal quale riceve nutrimento, in una situazione di perfetta “osmosi”, che non fa distinguere, in realtà, quale sia il corpo dell’uno e quello dell’altra»

(Tratto da: Il Soffio della Vita, 2005, Ed. Mediterranee del Dott. Marcello Schmid [Riproduzione vietata])