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I Commenti lasciati dagli stages / ritiri

Frabosa Soprana, giugno 2005

Si è concluso il primo ritiro organizzato dalla nostra Associazione. Abbiamo passato quattro giorni che io, decisamente, non scorderò.
Prima di iniziare ed entrare nel vivo di questo seminario ero un po' preoccupato. Era il mio primo seminario, in veste di "conduttore": ero emozionato e titubante, anche se confidavo nella buona riuscita. E ritengo che così sia stato.
Quattro giorni veramente intensi, in cui, tra dolori di ginocchia e corpi che si aprivano alla vita, tra lacrime e sorrisi, tra collere e gioie profonde, tra un esercizio e le parole dei grandi dell'Antichità, tra la vibrazione di una nota ed un gesto guaritore, la nostra sala si faceva sempre più ricca di pace, spiritualità e degli apporti fondamentali di ognuno di voi e l'aria così densa che sembrava si potesse toccare.
Così voglio dire GRAZIE, dal mio cuore, a tutti coloro che hanno partecipato... e peccato a chi non c'era! Sarà per un'altra volta...
Infine vorrei, in qualche modo, dedicare quest'avventura al mio Maestro, JeanMarc Eyssalet al quale va il mio sentito grazie, per tutto ciò che mi ha insegnato.
Per concludere, vi ricordo che l'incontro è terminato... ma il cammino va avanti!

Ancora grazie...

Marcello


Grazie a te, Marcello!!!! E a tutti i partecipanti per la sincerità, l'onestà, la disponibilità, la condivisione... e talvolta magari anche la pazienza.
E' stata una esperienza fortissima. Sono ritornata certo con qualche sintomo in più (il prurito alle mani... sintomo da ascoltare e far parlare...) ma anche con tanta energia e tanta serenità di fondo. Certo il percorso è iniziato e segnato e continuerà... Confido comunque nel tuo sostegno e in quello dei nostri compagni. Grazie ancora.

Tiziana


Il GRAZIE è per te, caro Marcello, che hai saputo condurre quest'avventura con una delicatezza e sensibilità del tutto straordinarie: lo si è visto nelle tue risposte, nella scelta delle letture, nel 'filo conduttore' dei nostri scambi, sempre in qualche modo legati a quanto affrontato precedentemente.
Questo ha dimostrato un'attenzione da parte tua del tutto particolare: non qualcosa di preparato 'a tavolino' ed applicato, ma qualcosa 'in divenire' con noi, con l'anima del gruppo.
Si vede che ami ciò che fai, lo comunichi, e questo trasmette una grande forza (e dimostrami poi che non sono le passioni il motore della vita...).
Sono felice che questa esperienza abbia in qualche modo ripagato i tuoi timori, le tue fatiche e soprattutto spero che questa sia stata veramente solo la prima di altre indimenticabili esperienze da condividere con te.
Una persona a me molto cara mi ripete spessissimo che "Il Maestro arriva quando l'allievo è pronto": questi quattro giorni passati insieme mi hanno fatto intuire chi sia il vero Maestro e questo lo devo soprattutto a te.

Ancora GRAZIE ed un abbraccio, dal cuore.

Annalisa


Vorrei lasciarVi una breve nota d'ispirazione poetica arrivatami nel trascorso stage:

Colore Cristallino

... sofferto ... ogni istante
... gioito ... ogni istante
... come morto ... ogni istante
... come rinato ... ogni istante
... vissuto ... ogni istante
... amato ... ogni istante

grazie... indelebile magico ... istante...

Stefania F.

Urge la necessità di scrivere questo pensiero.
Non sapevo cosa fosse il TaiJi e non ho la presunzione di saperlo ora. Ma, dopo questo nostro incontro, ho capito perlomeno l'entusiasmo che mi spingeva, e tuttora mi spinge, a essere presente, cascasse il mondo, alle serate di TaiJi. Non è il TaiJi in sé o la facilità acquisita ad eseguire alcune sue forme. Nulla di tutto questo.
Ma allora perché corro per chiudere la mia attività lavorativa come mai ho fatto?
Perché rinuncio a qualsiasi impegno, alpinismo compreso (mia grande passione)?
Perché ho insistito, soprattutto all'inizio, a fare qualcosa che non riuscivo a comprendere, a definire... Mille domande nella mia testa, mille domande poste a te?
Ora, dopo questo nostro incontro, ho capito perché continuo ad “esserci”
Ho dato ascolto al cuore. E la ragione, anche se non comprendeva, ha dovuto arrendersi.
In te c'è qualcosa di buono e lo trasmetti.
E da qualcosa di buono non può che nascere il bene. Il bene tuo ma anche degli altri.
Il TaiJi che ci insegni non è fine a se stesso.
Il TaiJi non è che un mezzo, uno strumento, e quindi secondario.
Devo confessare che tutto ciò un poco “spaventa” (la ragione vuole riprendere il controllo).
Non so dove mi condurrà questo cammino che ho intrapreso, ma se do ascolto al cuore questo mi spinge a continuare.

Gianfranco

Ieri sono "scappata" da una specie di stage2 su sulle montagne bergamasche di Oltre il Colle (eravamo di fronte al mitico Monte Alben!): pernottamento in un rifugio di nome Arera, che abbiamo raggiunto di notte (bello!), sveglia alle 7, yoga nel prato, meditazione, colazione, passeggiata in montagna, pranzo, sonnellino, poi riflessioni sull'era acquariana, cena e a dormire...
E
il silenzio? e l'ascolto? e il contatto con la natura?
Devo dire che mi sono resa conto di quanto non sia facile organizzare uno stage che lavori veramente in profondità sulle persone, mettendole "a nudo", ma comunque dando loro la possibilità di ritrovarsi; ho capito che non è semplice creare un'armonia di gruppo in cui ci sia rispetto per le esigenze individuali e allo stesso tempo che contenga le individuali paturnie: un'occasione per crescere, ma anche per stare bene.
Bravo Marcello e brave tutte le persone del gruppo, che hanno avuto il coraggio di mettere in gioco la propria onestà e autenticità senza troppi fronzoli.

Un abbraccio di cuore e grazie infinite a tutti

Laura

Non mi ero creata aspettative ed ho affrontato tutto quello che è arrivato sforzandomi, una volta tanto, di accettarlo così, doloroso o piacevole che fosse.
Ascoltare il cuore? ... chi? ... cosa? ... da dove si comincia?
Sono stata inondata da un fiume di domande, da frasi criptiche, difficili, spesso incomprensibili, ma le ho lasciate scorrere, senza volere a tutti i costi capire o trovare una risposta...
Ed ecco che nel silenzio, lì in mezzo agli alberi, nell'abbraccio del VERDE
sono arrivate le "intuizioni"... preziosissime, indelebili perchè sentite col cuore.
Mi ha colpito la sensazione di calma e pace che ci ha abbracciato per 4 giorni nonostante la sofferenza e l'insofferenza di momenti cupi, che hanno attraversato l'animo di ciascuno in tempi e modi differenti.
Mi hanno colpito le risposte di Marcello così sentite e vissute, capaci di arrivare così nel profondo...
Mi ha sorpreso il potere della respirazione, della mia respirazione, così preziosa e così inascoltata... fino ad ora!
Mi hanno spaventato alcune letture ed alcuni temi del macrocosmo, ma forse l'averlo riconosciuto mi sta già aiutando.
Non mi sarei immaginata niente di tutto questo e sono contenta di non averlo fatto, ma di aver vissuto tutto nel momento giusto, l'allora "presente".
Ringrazio tutto il GRUPPO, assolutamente discreto e profondamente presente nei diversi momenti condivisi.

Ringrazio Marcello per essere riuscito a mostrarsi come maestro, guidando il gruppo con un preciso filo conduttore, ma lasciandosi permeare dall'evolversi delle situazioni.
E infine ringrazio Laura... semplicemente per esserci stata.

Mara


S. Genesio, giugno 2009

Devo ammetere che è stata dura. Sembrava tutto dovesse andare a monte... Che fatica organizzare una cosa così,
in questa società allo sbando!
Alla fine devo pure ammettere che, per fortuna, ho deciso di mantenere l'impegno.
E' vero: eravamo pochi, pochissimi. Ma buoni. Buonissimi! Che peccato se non fossimo andati!
Che squadra ho visto fin dalla partenza! Che cambiamenti, alla fine del ritiro!
Che belle immagini mi restano: i nostri discorsi in riva al torrente; le meditazioni e gli esericizi all'aria aperta,
che donava spazio al nostro spazio interiore; i momenti di gioco e di svago; i nostri pasti poco-frugali!;
i luoghi e la casa; i silenzi...
Grazie a tutti voi che avete fatto di tutto per esserci. Grazie a Fulvia, che ha fatto molte centinaia di
chilometri per raggiungere l'ignoto (che insegnamento per la moltitudine di pigri!).
Grazie a Laura, straordinaria presenza. Grazie alla piccola Erica, che ha portato gioia e tenerezza
nel nostro ritiro. Grazie al Cielo che ha permesso questa nuova e bellissima esperienza.

Dovranno passare altri quattro anni??...

Marcello

Oggi il silenzio ha un sapore nuovo, pieno, emozionante. E la solitudine diventa un'esperienza ricca e commovente.
Non c'è bisogno di dire o spiegare, ma solo voglia di ascoltare e vivere.

Luca


Ricordo come posso nutrire la vita. La cura con cui siamo stati accompagnati a nutrirci di questa esperienza mi fa venir voglia di
stringermi le mani al petto per ringraziarvi.
Qualcosa di intimo che smuove e commuove resta oltre quei giorni e quel luogo.
Sento di aver ricevuto tanto attraverso le voci, le parole, i silenzi, i gesti, gli esercizi, le letture, i luoghi, gli oggetti, i profumi,
i sapori, i colori, i segni, i simboli, i suoni, i canti, i giochi, la musica...

Esperienza tonda, morbida e lenta come alcuni esercizi, accurata, precisa e potente come alcuni gesti.

Attraverso l'Esempio accolgo la trasmissione di fonti citate e di quelle inconsapevoli e posso permettermi la vicinanza e
la meraviglia rispetto a cose incomprensibili.

Mi riConosco e stupisco, mi spavento se perdo i confini.

E dal ritiro torno sotto i tetti e lampante si presenta la differenza tra il respiro fluttuante che vuota e riempie e l'asfissia,
il giallo grano e il fluorescente lucido, la ricchezza della semplicità e il troppo inutile, il silenzio spazioso e complesso e il rumore ossessivo
che intontisce e atrofizza.

Dal così com'è ad un'ansiogena, dibattuta modalità di esistenza di cui mi autoindottrino e circondo.

E mi smarrisco nelle volatili domande di senso.

Tra riposo e turbamento trascorrono i momenti ed alcuni sono delicatamente rivoluzionari senza sapere come.

Mmm... scrollarsi di dosso, farsi scendere e trovare la terra, lasciare la presa...

Stefania


Tre giorni dedicati a me stesso, era tempo che non succedeva, anzi probabilmente per un periodo così lungo non è mai successo.
Abbiamo provato piacere anche nei gesti quotidiani e più scontati ma vissuti in modo diverso: per se stessi.
Abbiamo vissuto nel rispetto più completo di noi, del prossimo e della natura.
Un aspetto pregnante dello stage è stata la "cura": nel cibo, nei gesti quotidiani, del corpo e della mente.
La mattina eravamo veramente svegli, gli esercizi di Qi Gong svegliavano il corpo e la mente… senza bisogno del caffè!
Grazie alla meditazione, o meglio contemplazione, abbiamo percepito gli stimoli interni ed esterni che solitamente non si ascoltano.
Un altro aspetto positivo dello stage è stato lo scambio di idee e di opinioni con altre persone che ti accettano così per quello che sei senza nessuna pretesa.
Un'esperienza accrescitiva che rimarrà nel cuore. La consiglio vivamente a tutti per guardarsi, capire e gioire.

Grazie Marcello, Laura, la piccola Erica dal sorriso radioso, Silvia, Riccardo, Stefania, Luca e Fulvia.

Gianluca


Bardi, giugno 2010

Del tempo ed un luogo per ascoltare com' è confondermi tra lacrime e risa per la bellezza che mi circonda e
per un sentimento di vita che mi attraversa.
Com' è lasciarmi avvolgere dal calore di momenti buoni come pane caldo e profumati di fresco come pietra viva.
Com' è sperimentare che le miei mani sono strumento di contatto con la realtà, che posso ampliare sensibiltà occupandomi in un lavoro
concreto.
Grazie, mi sento fortunata per tutto questo, per essere stata con voi in quel bel posto, mi chiarisce cosa ha senso ed è necessario e vivo.

Stefania


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